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ESTENSIONE EROGAZIONE DEL VOUCHER PER ACQUISTO DI SERVIZI DI BABY SITTING PER DONNE LAVORATRICI AUTONOME ED IMPRENDITRICI AGRICOLE Stampa E-mail
Giovedì 27 Ottobre 2016 07:17

Nella G.U. di oggi è stato pubblicato il decreto del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali che si occupa di legiferare in materia del contributo spettante alle madri lavoratrici autonome e imprenditrice per acquistare servizi di babysitteraggio per l'anno 2016.
Il decreto si occupa di:
- definire la tipologia delle categorie che avranno accesso al contributo, ovvero "le madri lavoratrici autonome o imprenditrici, ivi  comprese  le coltivatrici dirette, mezzadre  e  colone,  artigiane  ed  esercenti attivita' commerciali, imprenditrici agricole  a  titolo  principale, nonche' le pescatrici autonome della piccola pesca marittima e  delle acque interne di cui all'art. 66, comma 1, del decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, di seguito «lavoratrici»;
- stabilire il periodo di riferimento del contributo ovvero un periodo massimo di tre mesi previsto prima del compimento di un anno di vita e successivamente al periodo di fruizione dell'indennità di maternità;
- determinare l'importo del contributo ovvero un contributo pari ad € 600,00 mensili per al massimo 3 mesi;
- specificare le modalità di erogazione ovvero o tramite l'emissione dei buoni lavoro previsti dall'art. 49 del D.L. 81/2015 oppure tramite il pagamento diretto delle strutture qualora venissero scelti i servizi per l'infanzia appartenenti alla rete pubblica o strutture private convenzionate;
- definire le modalità di accesso al contributo ovvero tramite il canale telematico dell'INPS. La domanda dovrà essere presentata entro il 31 dicembre 2016 e si dovrà specificare di scegliere sia il tempo di riferimento del contributo (fino ad un massimo di ttre mesi) che il contributo in oggetto in luogo al congedo parentale che subirà in automatico.

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2016 07:46
 
LE PENSIONI E L'APE (ANTICIPO FINANZIARIO A GARANZIA PENSIONISTICA) Stampa E-mail
Mercoledì 26 Ottobre 2016 08:42

Quando si parla di APE, bisogna differenziare tra APE SOCIAL e APE VOLONTARIA. Ma cosa sono effettivamente?
Sia L'APE SOCIAL che L'APE VOLONTARIA costituiscono un anticipo finanziario a garanzia pensionistica per coloro che vorranno andare in pensione anticipatamente, avendo compiuto 63 anni di età. La differenza tra i due strumenti è che l'APE SOCIAL sarà gratuita a tutti i richiedenti che presenteranno i requisiti indicati dal governo e che quindi  avranno accesso  al fondo garanzia attivato dal Ministero dell'Economia , mentre l'APE VOLONTARIA, il cui accesso è legato sempre alla presenza di requisiti definiti dal Governo,   è un vero e proprio prestito a carico del richiedente che provvederà a restituire l'intera somma anticipata alle banche o all'ENTE preposto a tale operazione in un periodo massimi di 20 anni.
.Per aderire all'APE SOCIAL bisognerà rientrare nei requisiti stabiliti dal Governo, ovvero:
- importo lordo della pensione inferiore ad € 1.500,00
- essere in possesso di 36 anni di contributi e 6 anni di lavoro "pesante" nelle categorie definite dal Governo;
- far parte delle categorie di lavoratori definite dal Governo (operai dell’industria estrattiva ed edile, facchini,  macchinisti e  personale viaggiante, infermieri con contratti basati su turni ospedalieri, camionisti, assistenti di persone non autosufficienti, operai del settore conciario, maestre d’asilo, addetti alle pulizie senza qualifiche e spazzini), oppure essere disoccupati con 30 anni di contributi o con una riduzione della capacità lavorativa almeno pari al 74% oppure avere  parenti disabili (assistiti per almeno sei mesi);
Per aderire all''APE VOLONTARIA i requisiti da soddisfare sono:
- importo della pensione netta, al netto della rata del prestito da restituire non inferiore ad € 700,00;
- 20 anni di anzianità contributiva.

ln entrambe i casi, il periodo di anticipo potrà essere al massimo di  3 anni e 7 mesi e dovrà essere rimborsato entro un 20 anni. I richiedenti potranno presentare la domanda a partire da maggio 2017 quando avrà inizio il periodo di sperimentazione che avrà la durata di circa 2 anni.
L'INPS sarà l'Ente preposto alla raccolta delle domande, ma la banca e l'assicurazione da stipulare per eventuali casi di premorienza verrà scelta dal richiedente.

 

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Ottobre 2016 07:46
 
PUBBLICATO IL DECRETO PER LA ROTTAMAZIONE RUOLI EQUITALIA Stampa E-mail
Martedì 25 Ottobre 2016 06:40

Il D.L. 193/2016 si occupa di definire la rottamazione delle cartelle Equitalia e la chiusura della stessa dal 1° luglio 2017. E' bene ricordare che Equitalia verrà "sostituita" da "Agenzia Entrate - Riscossione" che si occuperà di far fronte a tutte le problematiche di cui si occupa oggi Equitalia.Contemporaneamente a questo passaggio è stata posta in essere la rottamazione di tutti i ruoli, ovvero di tutte le cartelle relative ai contributi previdenziali ed assistenziali (INPS/INAIL) a tutte le imposte (AGENZIA DELLE ENTRATE)  inclusa l'IVA e tutti i tributi e tasse emessi dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni emesse da Equitalia dal 2000 al 2015.
Potranno accedere alla rottamazione delle cartelle anche coloro che hanno in essere una rateizzazione purchè paghino tutte le rate dal 1° ottobre 2016 al 31 dicembre 2016 anche se in questo caso la parte delle sanzioni e degli interessi già pagate non saranno recuperate.
Resteranno fuori dalla rottamazione le cartelle relative al recupero degli aiuti di Stato, all'IVA riscossa all'importazione, cartelle relative ai danni erariali per sentenze confermate dalla Corte dei Conti e alle sanzioni legate a sentenze penali di condanna.
La cartella depurata quindi dalla parte delle sanzioni e degli interessi che verranno eliminate saranno costituite dall'imposta da recuperare, dagli interessi legati alla tardiva iscrizione ai ruoli, gli aggi spettanti ad Equitalia da calcolare sulle prime 2 voci indicate, poi naturalmente dalle spese per le procedure esecutive e dalle spese di notifica delle cartelle.  Per le multe stradali invece verranno escluse solo gli interessi di mora e le ssanzioni maturate ai sensi della L. 689/81.
Per aderire alla rottamazione delle cartelle bisognerà presentare domanda entro il prossimo 22 gennaio 2017 e s
uccessivamente all'adesione, qualora si eseguisse un versamento tardivo o insufficiente si andrebbe a realizzare la decadenza di quanto pattuito e la cartella riassumerebbe le stesse sembianze di prima e non si potrebbe più accedere alla rateizzazione.

 
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